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Villa Spada

La sua storia ha visto momenti di splendore e di guerra: scoprirla è un vero e proprio viaggio nel tempo. Costruita nel XVII secolo dalla famiglia Marzer, la villa ha servito da quartier generale austro-ungarico durante la Grande Guerra. Oggi ospita eventi culturali all’interno della sua Barchessa restaurata.

La costruzione della Villa fu iniziata nella seconda metà del Seicento per opera della famiglia Marzer, e fu completata nel tardo Ottocento, epoca in cui passò agli Spada. 

Nel primo Novecento era chiamata villa Antonietta e si configurava come una vera e propria residenza signorile. C’erano il parco-giardino, la sala delle biciclette, la sala scherma, l’oratorio privato, la rimessa delle carrozze. Le scuderie erano situate a occidente, presso l’attuale fabbricato Meneghetti. Le sale interne erano finemente arredate con tanto di biliardo e pianoforte.

Le fasi di costruzione della Villa possono essere sintetizzate in una prima fase seicentesca, di cui si conserva il corpo di fabbrica a “L”, collocato sul lato nord-orientale della corte, una fase ottocentesca che vede la costruzione dell’edificio con impianto in parte simmetrico, unito ad angolo retto al corpo seicentesco, e una seconda fase ottocentesca che vede la costruzione di altri corpi di fabbrica che ampliano il complesso sul lato orientale. 

La fase settecentesca vede la ristrutturazione del corpo di fabbrica sul lato occidentale, a ridosso della via della Chiesa, con caratteri formali autonomi, successivamente rimaneggiato.
A completamento della Villa, situata in prossimità della Chiesa, si trova la Barchessa su due piani, restaurata nel tardo Ottocento.

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Informazioni

Progetto realizzato nell’ambito dell’Avviso pubblico per la presentazione di Proposte di intervento per la rigenerazione culturale e sociale dei piccoli borghi storici, nell’ambito del PNRR, Missione 1 “Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura”, Componente 3 “Turismo e Cultura 4.0” (M1C3), Misura 2 “Rigenerazione di piccoli siti culturali, patrimonio culturale, religioso e rurale”, Investimento 2.1 “Attrattività dei borghi”, finanziato dall’Unione europea – NextGenerationEU e gestito dal Ministero della Cultura.

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